CASO MERCY BROWN

Il caso di Mercy L. Brown: la "vampira" del Rhode Island
Quella di Mercy Lena Brown è una delle più celebri e documentate presunte storie di vampirismo della storia americana. I fatti si svolsero nel 1892 a Exeter, nello Stato del Rhode Island, durante il periodo del cosiddetto panico dei vampiri del New England. La tragedia colpì la famiglia di George e Mary Brown quando diversi membri iniziarono ad ammalarsi di tisi, oggi conosciuta come tubercolosi. All'epoca, però, la medicina non era ancora in grado di spiegare la diffusione della malattia e molti abitanti erano convinti che le misteriose morti fossero opera di un vampiro che continuava a nutrirsi dei propri familiari anche dopo il decesso. Quando anche la giovane Mercy, appena diciannovenne, si ammalò gravemente, amici e vicini sostennero che fosse vittima dell'influenza di un non morto. Nel disperato tentativo di salvarla, furono compiuti diversi rituali popolari per allontanare il presunto spirito maligno che, secondo la superstizione, la stava consumando. Nonostante ogni tentativo, Mercy Brown morì nel gennaio del 1892, all'età di soli 19 anni. La sua morte, però, non pose fine alla vicenda: anzi, diede origine a uno dei più inquietanti e celebri casi di presunto vampirismo della storia degli Stati Uniti, culminato con la sua esumazione e un macabro rituale destinato a "fermare" il vampiro che, secondo la popolazione locale, continuava a mietere vittime.
STORIA
Negli ultimi decenni del XIX secolo, la famiglia di George e Mary Brown, residente a Exeter, nel Rhode Island, fu colpita da una terribile serie di lutti causati dalla tubercolosi, all'epoca conosciuta come "tisi". Si trattava di una malattia devastante, ancora poco compresa dalla medicina e spesso circondata da superstizioni. La prima a morire fu la madre, Mary Eliza Brown, seguita nel 1886 dalla figlia maggiore, Mary Olive. Quando, nel 1891, anche la diciannovenne Mercy e il fratello Edwin si ammalarono della stessa malattia, amici e vicini iniziarono a sospettare che uno dei familiari defunti fosse tornato dalla tomba come vampiro per prosciugare lentamente la vita dei propri cari. Questa credenza era molto diffusa durante il cosiddetto panico dei vampiri del New England, un periodo in cui le morti ripetute all'interno della stessa famiglia venivano spesso attribuite all'opera dei non morti. Spinto dalla disperazione e dalle pressioni della comunità, George Brown acconsentì alla riesumazione dei corpi. Il 17 marzo 1892, gli abitanti del villaggio, il medico locale e persino un giornalista assistettero all'apertura delle tombe. I corpi di Mary Eliza e Mary Olive, morte da anni, apparivano ormai completamente decomposti. Il corpo di Mercy, invece, destò enorme impressione: essendo deceduta soltanto poche settimane prima ed essendo stata conservata nel freddo inverno del New England, appariva sorprendentemente ben conservato. Lo stomaco era gonfio, vi erano tracce di sangue intorno alla bocca e unghie e capelli sembravano essere cresciuti. Quando la bara venne aperta, dal cadavere fuoriuscì persino un inquietante suono gutturale. Oggi la scienza spiega facilmente questi fenomeni. Il rigonfiamento era causato dai gas prodotti dalla decomposizione, mentre il presunto allungamento di unghie e capelli era soltanto un'illusione dovuta al ritiro della pelle. Il sangue proveniva dai liquidi interni risaliti attraverso l'esofago e il suono fu provocato dalla fuoriuscita dei gas accumulati nel corpo al momento dell'apertura della bara. Per gli abitanti di Exeter, però, quei segni erano la prova definitiva che Mercy fosse diventata un vampiro. Seguendo le antiche credenze popolari, il padre conficcò un paletto nel petto della figlia. Successivamente il cuore e il fegato vennero rimossi e bruciati; le ceneri furono mescolate con acqua per preparare un macabro tonico, che fu dato da bere al fratello Edwin nel disperato tentativo di spezzare la presunta maledizione e salvarlo dalla tisi. Il rituale, tuttavia, non ebbe alcun effetto. Edwin morì appena due mesi dopo, vittima della tubercolosi. Ciò che restava del corpo di Mercy Brown fu infine sepolto nel cimitero della Chiesa Battista di Exeter, dove la sua tomba è ancora oggi una delle mete più note per gli appassionati di folklore, misteri e leggende sui vampiri.
NELLA CULTURA DI MASSA
L'inquietante vicenda di Mercy Brown ha lasciato un segno profondo nella cultura popolare, ispirando scrittori, registi e studiosi del folklore per oltre un secolo. Molti ritengono che lo scrittore Bram Stoker fosse venuto a conoscenza del caso attraverso gli articoli di giornale dell'epoca e che la tragica figura di Lucy Westenra, uno dei personaggi principali del romanzo Dracula, sia stata almeno in parte ispirata dalla storia di Mercy. Anche Howard Phillips Lovecraft cita il caso nel racconto La casa stregata, mentre Caitlín R. Kiernan vi fa esplicito riferimento nel racconto So Runs the World Away. La leggenda della "vampira del Rhode Island" ha inoltre ispirato il romanzo per giovani adulti Mercy: The Last New England Vampire di Sarah L. Thomson e il saggio Food for the Dead: On the Trail of New England's Vampires di Michael E. Bell, che raccoglie testimonianze e approfondimenti tramandati dai discendenti della famiglia Brown. La storia di Mercy Brown è arrivata anche sul piccolo schermo, diventando l'ispirazione del primo episodio della serie Lore – Antologia dell'orrore, dedicata alle più celebri e inquietanti leggende realmente accadute.
