LA MANTIDE OMICIDA

Un improvviso innalzamento di temperatura, dovuto alla conseguenza di un imprevedibile fenomeno meteorologico, risveglia una mostruosa e gigantesca mantide religiosa, che da tempo immemorabile giace in letargo, inglobata tra i ghiacci dell'Artide. Una volta portato a termine il suo lento e laborioso risveglio, la mostruosa e gigantesca mantide religiosa decolla, allontanandosi rapidamente dalla tundra glaciale, e dopo un lungo e stancante viaggio, raggiunge gli Stati Uniti d'America. La mostruosa creatura giunge quindi nei pressi di un aeroporto, sul quale sfoga le sue ire, seminando panico, morte e distruzione. Durante le schermaglie delle quali si rende protagonista, la mantide gigantesca si ferisce, perdendo un artiglio, che viene in seguito fortunosamente recuperato. A causa di questi avvenimenti, allertato, il colonnello Parkman inizia ad effettuare indagini per conto del governo sulla natura dell'essere presso un avamposto militare sulla Distant Early Warning Line. Mentre le ricerche effettuate dai militari non approdano a nulla di significativo, a Washington DC viene inviato l'artiglio della mantide a un paleontologo, il dott. Ned Jackson che, studiato accuratamente il reperto, si rende conto della gravità della situazione, dopo aver scoperto la natura dell'animale a cui questo appartiene. Jackson fruisce anche dell'aiuto di quella che si rivela essere una preziosa alleata, la fotografa Marge Blaine, che si attiva nel recuperare materiale fotografico inerente alla creatura mostruosa. A causa di quanto sta accadendo, tra il panico e l'apprensione generale passano le ore molto nervosamente. L'avamposto di Parkman viene attaccato e distrutto dalla mantide che dimostra di possedere una fortissima resistenza alle armi convenzionali che l'esercito adopera contro di lei nel vano tentativo di abbatterla. La mantide non solo si dimostra praticamente insensibile ai colpi di arma da fuoco che l'esercito le indirizza contro, ma riesce anche a contrattaccare, facendo una strage di uomini, armi e mezzi, uccidendo tutti i militari. L'unico sopravvissuto alla strage è Parkman, che, disperato e terrorizzato, si dirige in fretta e furia a Washington per avvisare direttamente il presidente degli Stati Uniti e informarlo della gravità della situazione, che si va facendo più critica di minuto in minuto. Gli spostamenti della creatura vengono frattanto tenuti sotto controllo, mediante l'ausilio dei radar disseminati su tutto il territorio degli Stati Uniti. Si scopre così che essa si è diretta rapidamente verso il Campidoglio e che è in procinto di atterrare nei pressi del Monumento a Washington. L'esercito viene inviato in zona, in concomitanza con un enorme dispiegamento di mezzi, quali aerei, carri armati e batterie di cannoni. Lo scontro finale è cruentissimo, ma, questa volta il potente contingente di aerei militari riesce ad infliggere gravi danni fisici al mostro. Nonostante ciò, la creatura sopravvive e lo scontro si sposta sino all'interno di New York. Malgrado tutto la mantide omicida resiste a oltranza agli attacchi che le vengono indirizzati, e, pur cominciando a manifestare i primi segni di cedimento, riesce comunque a distruggere moltissimi aerei, riuscendo a decimare l'intero battaglione. Proprio a New York si decidono quindi le sorti degli Stati Uniti, poiché, mentre la creatura, ormai sfibrata, si rifugia sotto l'Holland Tunnel per riprendere le forze, alcuni militari appartenenti ai corpi speciali si infiltrano all'interno del tunnel e la colpiscono ripetutamente, bersagliandola con pesanti cariche di gas nervino. La mostruosa mantide, intossicata irrimediabilmente, soccombe in modo definitivo e l'umanità intera, finalmente liberata da una minaccia così terribile, può tirare un grande sospiro di sollievo.