FORSE NON TUTTI SANNO CHE..

Progetto
Renato


Questa sezione è stata creata per riportare tutte le curiosità che non sapevate sui film horror! BUONA HORROR LETTURA!

CURIOSITA' DEL FILM CREEPSHOW

  • Il posacenere di marmo usato come arma del delitto in "La festa del papà" viene mostrato anche negli altri racconti del film.                        
  • Rise è stato usato come vermi per le fattezze in decomposizione del padre in "Father's Day".                                                                                      
  • Il ragazzo che si vede all'inizio e alla fine di Creepshow è Joe King, che è il figlio di Stephen King. 
  • Il mostro in "The Crate" è stato chiamato "Fluffy" da George A. Romero.
  • Alla fine di "The Lonesome Death of Jordy Verrill", uno dei cartelli alla fine della strada dice "Castle Rock 2 miglia" (o comunque molte miglia). Castle Rock è la città simbolo di Stephen King che usa in quasi tutti i suoi libri. (Castle Rock, Maine)
  • Il segmento "Festa del papà" è presente nell'episodio di Femme Fatales "Affari di famiglia, parte 2".
  • Il segmento "La morte solitaria di Jordy Verrill" è presente nell'episodio "The Clinic" di Femme Fatales.
  • Il segmento "Something to Tide You Over" è presente nell'episodio di Femme Fatales "Help Me, Rhonda".
  • Il segmento "They're Creeping Up on You!" è presente nell'episodio di Femme Fatales "Bad Medicine".
  • Il segmento "The Crate" è presente nell'episodio di Femme Fatales "Libra, Part 2".
  • La malinconica morte di Jordy è l'adattamento di un racconto di A volte ritornano.
  • Inizialmente per il ruolo di Upson Pratt era previsto Max Von Sydow.
  • Injoke: gli amici universitari presenti di Holbrock e Weaver nell'episodio della cassa si chiamano Tabitha e Richard, un omaggio alla moglie di Stephen e al suo pseudonimo (Richard Bachman)
  • oltre al secondo episodio, la versione italiana manca della scena in cui Nielsen torna sulla spiaggia a recuperare le telecamere e sente ululare il proprio nome dagli spettri di Richard e Bachy (errore di continuità, comunque: come hanno fatto a rimanere intatte data l'alta marea?) e ha un differente doppiaggio di Creepy nei raccordi tra un episodio e l'altro.
  • Tom Savini riveste i panni della "creatura" rinchiusa nella cassa (e di uno spazzino nella chiusa del film).
  • Tom Atkins (il padre di Bill nel prologo) in quell'anno interpreta un ruolo consistente nel film di Tommy Lee Wallace: Halloween 3.
  • Gaylen Ross (Becky nell'episodio Something to tide you over) è nota ai cultori dell'horror per la sua interpretazione in Zombi, altra pietra miliare dell'horror, sempre diretta da George A. Romero.
  • In fase di stesura della sceneggiatura era previsto, al posto del 5° episodio, il racconto The Cat from Hell sempre di King. A causa di problemi di budget la storia è stata recuperata ne I Delitti del Gatto Nero - Tales from the Darkside (1990) di John Harrison. Analoga sorte per l'episodio dell'autostoppista, finito poi in Creepshow 2.
  • per they're creeping up on you è stato usato un reggimento di 25.000 scarafaggi, molti dei quali provenienti da Trinidad, gassati al termine delle riprese.
  • In Germania, l'episodio degli scarafaggi non venne inserito nella versione cinematografica.
  • la voice over dello Zio Creepy che introduce e chiude il film e ne raccorda gli episodi è del tutto assente nella versione originale.
  • il grosso portacenere di marmo col quale Bedelia uccide il padre compare in tutti gli episodi del film.
  • Il primo dei brani d'antan che Upson Pratt ha nel juke-box e che apre l'episodio è presente anche ne La casa di raimi (quando in cantina si accende da solo il grammofono e nei titoli di coda).

CURIOSITA' DEL FILM CREEPSHOW 2

  • Il personaggio di "The Creep" è interpretato da Tom Savini.
  • Nell'episodio "LA ZATTERA" per colpa dell'acqua molto fredda del lago, uno degli attori andò in ipotermia e dovettero soccorrerlo.
  • Originariamente gli episodi erano 5. Per motivi di budget, il produttore Rubinstein ne tagliò 2 prima di partire con le riprese. Il primo, "Cat from Hell", è stato poi recuperato e successivamente filmato nell'antologia I delitti del gatto nero mentre il secondo, "Pinfall", riguardava uno scontro tra due team zombi di bowling. Curiosamente, tra la versione a cinque episodi e quella finale a tre, c'era un ulteriore script intermedio di Romero dove gli episodi erano quattro e l'episodio tagliato era quello sull'autostoppista poi presente nella versione definitiva.
  • Questo è stato l'ultimo film interpretato da Dorothy Lamour (appare nell'episodio "Vecchio capo testa di legno").
  • Arnold Schwarzenegger venne considerato per il ruolo di Vecchio Capo Testadilegno, Nicholas Cage per quello dello Zio Creepy.
  • Nel primo episodio i teppisti Deke e Randy si soprannominano vicendevolmente Pancho e Cisco. Il riferimento è alla serie tv degli anni 50 Cisco Kid (trasmessa anche in Italia con titolo omonimo, NdS)
  • Nell'episodio finale sopra il letto di Annie possiamo vedere una copia di IT di Stephen King
  • L'auto utilizzata da Beniamino Chiaro di Luna è una Pontiac, omaggio ad un celebre nome della tradizione indiana nativa
  • Sempre nello stesso episodio compare anche il ciccionissimo David Holbrook (Fatso), che altri non è che il figlio di quel Hal Holbrook che aveva partecipato al primo Creepshow, nell'inquietantissimo episodio The crate.

CURIOSITA' DEL FILM NIGHTMARE ON ELM STREET

  • A suggerire a Craven il tema di base del film furono una serie di articoli pubblicati sul Los Angeles Times, incentrati sullo strano caso che riguardava un gruppo di rifugiati laotiani di etnia Hmong, arrivati da poco negli States, tre dei quali morirono nel giro di un anno e in circostanze inspiegabili. Gli Hmong credono che uno spirito maligno che loro chiamano dab tsuam, si manifesti sotto sembianze femminili a coloro che si sottraggono all'incarico di sciamano. Tanto è vero che alcuni di loro, nel tentativo di sfuggire a questa entità malvagia, si coricano vestiti da donna sperando di ingannarlo. Tre ragazzi della tribù iniziarono ad essere tormentati da incubi così spaventosi che preferivano restare svegli, piuttosto che addormentarsi. Ad un certo punto però crollavano e morivano nel sonno, urlando come se stessero sognando qualcosa di terrificante. Dall'autopsia non risultava che questi giovani avessero particolari problemi di salute e fu proprio questo dettaglio ad incuriosire Craven, che ne trasse ispirazione per la storia dei ragazzi di Elm Street.
  • Per il personaggio di Freddy Krueger invece, il suo creatore prese spunto da un suo ex-compagno di scuola, un bullo che si chiamava appunto Fred Krueger e che lo tormentò per anni (tra l'altro anche il giovane psicopatico de L'ultima casa a sinistra, che Craven girò nel '72, si chiamava Krug...) Per il look del mostro invece, con i suoi abiti lerci e il cappellaccio, il regista si ispirò ad un senzatetto che una volta, quando aveva circa dieci anni, lo fissò dalla strada, mentre lui era davanti alla finestra. Un aspetto molto interessante del look di Freddy riguarda i colori del maglione che indossa. Inizialmente doveva essere a strisce rosse e gialle, gli stessi colori di Plastic Man, un supereroe della DC Comics che è in grado di assumere qualsiasi forma (un po' come succede anche a Freddy, se vogliamo), poi Craven cambiò idea dopo aver letto un articolo scientifico nel quale c'era scritto che i due colori più contrastanti, otticamente, erano il rosso e il verde e li scelse per il maglione di Freddy. Sempre nella sceneggiatura originale inoltre, Krueger era descritto come un pedofilo, ma si decise di ritrarlo come un infanticida per evitare che il film venisse associato ad una serie di crimini a sfondo sessuale che furono commessi in California in quel periodo.
  • Il villain del film avrebbe dovuto avere anche un'arma con la quale uccidere, e Craven voleva che fosse qualcosa di particolare, ma al tempo stesso facile da realizzare e utilizzare. Mentre faceva ricerche sulle paure primordiali di tutte le culture, scoprì che una delle principali paure condivise dalla gente era quella di essere attaccati da qualcosa che avesse gli artigli come un animale. Il guanto di Freddy Krueger fu costruito dall'artista degli effetti speciali Charles Belardinelli, e le mani che vediamo inquadrate nelle prime immagini del film, sono proprio le sue. Belardinelli era l'unico che sapeva come montare il guanto e inserire le lame. Quando però toccò a Englund indossare per la prima volta il guanto che avrebbe fatto di lui un'icona, l'attore si tagliò.
  • Wes Craven ha ammesso che Robert Englund non fu la sua prima scelta per il ruolo di Krueger. Inizialmente aveva pensato di affidarsi ad uno stuntman, ma dopo alcune prove capì che aveva bisogno di un attore. Fu contattato David Warner, un attore inglese specializzato in ruoli da villain, e fu anche sottoposto ad una prova per il make up, che potete vedere in una delle immagini qui sotto. Warner però aveva già preso altri impegni e fu costretto a rinunciare, così Craven scritturò Englund, che l'anno prima era apparso in V-Visitors nel ruolo dei uno dei pochi alieni buoni. Il make-up artist David B. Miller si occupò dell'aspetto che avrebbe avuto Freddy studiando le immagini delle vittime di incendi, e sviluppando un look meno spaventoso rispetto a quello che era stato pensato da Craven. Nelle intenzioni del suo creatore infatti, il signore degli incubi aveva il viso talmente ustionato che attraverso una delle piaghe purulente gli si intravedevano i denti. Miller però ritenne che un trucco del genere non sarebbe stato convincente su un attore in carne ed ossa, e filmare un manichino sarebbe stato complicato. Englund invece pensò a sviluppare la sua interpretazione di Krueger ispirandosi a Klaus Kinski in Nosferatu, principe della notte di Herzog, che era uscito pochi anni prima. Nonostante nel primo film Englund abbia poco meno di sette minuti di screen time in totale, per ogni seduta di make up ci volevano circa tre ore, e l'attore non immaginava di certo che sarebbe diventato un'icona: "Sono alla mia terza generazione di fan" - ha detto nel 2014 - "Mi capita di andare da qualche parte e incontrare un padre con suo figlio, e guardavano insieme Nightmare quando il ragazzo aveva 12 anni e invitava gli amici a dormire a casa sua"
  • Se Englund era ufficialmente diventato il signore degli incubi, Johnny Depp si preparava a diventare il ragazzo dei sogni di tante fanciulle. Ai tempi Johnny aveva appena vent'anni, non aveva mai girato un film e un suo amico, un certo Nicolas Cage, gli consigliò di puntare sul cinema. Tra l'altro, lo stesso Cage era stato considerato per il ruolo del fidanzatino della protagonista insieme a Charlie Sheen, John Cusack, Brad Pitt e Kiefer Sutherland. Si dice che Johnny si presentò ai provini per il film di Craven con Jackie Earle Haley (che non fu scelto, ma in seguito interpretò Freddy nel deludente remake di Nightmare) e su questo non abbiamo certezza, sinceramente, ma quel che è certo è la futura superstar dei Pirati dei Caraibi, attore feticcio di Tim Burton, piacque tanto alla figlia di Craven, che lo trovò "bellissimo" e quindi il ruolo di Glen Lantz fu suo. Glen fa una fine terribile quanto spettacolare, e viene fagocitato dal letto sul quale si è incautamente coricato (con tutto il televisore acceso). Dopo questa scena sarebbe dovuto riemergere dal materasso, ovviamente fradicio di sangue dalla testa ai piedi, ma questa sequenza fu tagliata. Johnny tornerà nel sesto Nightmare, in un cameo un po' folle.
  • Per il ruolo di Nancy Thompson - che ritroveremo nel terzo e nel settimo capitolo della saga - erano state provinate tantissime attrici, tra cui Jennifer Grey, Demi Moore e Courteney Cox, ma alla fine fu scelta Heather Langenkamp, che aveva girato un paio di film. La cosa che fa sorridere i fan del film, da sempre, è la scena in cui Nancy si guarda allo specchio, e vedendosi provata da tante notti insonni, dice "Sembro una vecchia di vent'anni!" - in realtà l'attrice aveva davvero vent'anni, ma interpretava un'adolescente di quindici, sedici anni al massimo. Oggi Heather è sposata, ha figli e continua ad apparire in alcuni film e serie, ma come ha detto lei stessa, per quanto le faccia piacere recitare, non è certamente una priorità nella sua vita: "Non mi interessa essere un'attrice ricca e famosa, sono felice con quello che ho e non sento che manca qualcosa alla mia vita." Di recente è apparsa in American Horror Story Freakshow, quasi irriconoscibile nei panni di una signora che partecipa ad uno di quegli incontri tra vicine di casa organizzati da una presentatrice Tupperware.
  • La celebre filastrocca che spesso precede le apparizioni di Freddy fu riarrangiata dal ragazzo che allora era il fidanzato di Heather sulle basi di una vecchia filastrocca infantile che si intitola One, Two, Buckle My Shoe, e che ovviamente in italiano è stata cambiata completamente. One, two, Freddy's coming for you. / Three, four, better lock your door. / Five, six, grab your crucifix. / Seven, eight, gonna stay up late. / Nine, ten, never sleep again.
  • Le scene più famose che vedono protagonista Heather Langenkamp furono realizzate con l'aiuto di effetti speciali artigianali. La scena in cui la ragazza si addormenta mentre fa il bagno, fu girata in una vasca senza fondo, a sua volta immersa in una piscina. Quando doveva girare le scene in cui veniva trascinata sott'acqua, Heather aveva una controfigura, ma per il resto trascorse ben dodici ore a mollo in acqua. Per la scena in cui lei sale le scale di casa e si ritrova con i piedi immersi negli scalini, invece, vi sono delle incertezze. Craven ricorda che per ottenere l'effetto degli scalini "molli", fu utilizzato un mix di colla e farina d'avena. Secondo Heather invece, fu utilizzata della zuppa di funghi liofilizzata, al quale fu aggiunta la giusta dose di acqua in modo da renderla densa. In ogni caso quella scena fu diretta dal produttore Robert Shaye che l'aveva sognata e che arrivò sul set per assicurarsi che le riprese procedessero a ritmo spedito. La sequenza del telefono invece, quella in cui la lingua di Freddy sbuca dal ricevitore mentre Nancy tenta di parlare con Glen, fu realizzata con l'ausilio di un telefono sul quale era stata montata una protesi. Quando Heather disse di volersi tenere il telefono come souvenir delle riprese, tutti lo trovarono piuttosto insolito.
  • Una speciale camera rotante fu utilizzata per due scene diverse: la morte di Tina - che viene trascinata sul soffitto da una mano invisibile e poi uccisa - e la morte di Glen, che invece sprofonda nel letto. Si tratta di due scene diverse, ma la camera servì a dare effetti differenti a seconda dell'angolazione dell'inquadratura. Per la sequenza con Depp tuttavia, il "geyser" di sangue (che in realtà era ovviamente acqua colorata) rischiò di rovinare irrimediabilmente le attrezzature. A proposito di sangue, va detto che per tutto il film, furono utilizzati in totale circa duemila litri di sangue finto.
  • La scena in cui Krueger prende fuoco e tenta di inseguire Nancy, ma cade giù dalle scale, fu girata in una sola volta (e con diverse macchine da presa) e fino a quei tempi è stata la scena più difficile mai realizzata tra quelle in cui veniva utilizzato il fuoco. Lo stuntman Anthony Cecere, che per quella scena veste i panni di Freddy, vinse anche un premio per la sua impresa. Decisamente più semplice, e forse meno pericoloso da realizzare, fu l'effetto delle lame del guanto di Freddy che fanno scintille su tubi di ferro o altre superfici metalliche: in quel caso bastò attaccare il guanto alla batteria di un'automobile. Per completare l'effetto, fu aggiunto il suono di un coltello strisciato sulle gambe di una sedia di metallo. Skrreeeeekkkkk...!

CURIOSITA' DEL FILM LA NOTTE DEI MORTI VIVENTI

  • Suona strano a dirlo e ancora di più a scriverlo ma La notte dei morti viventi nasce come una commedia aliena. Nel 1967 George A. Romero, John A. Russo e Rudy Ricci sviluppano una black comedy in cui un gruppo di extraterrestri crea subbuglio sul pianeta Terra. Archiviato il progetto per problemi di budget, Russo scrive la terrificante storia di una razza aliena che si nutre di esseri umani. Il respiro horror conquista Romero che, tra l'iconico prologo nel cimitero e l'arrivo di Barbra alla fattoria, butta giù lo script della Notte dei morti viventi. Il precursore degli zombie movie inizia a prendere forma come Night of the Flesh Eaters ma questo è un altro punto!
  • Durante la stesura dello script, John A. Russo e George A. Romero si lasciano ispirare da Io sono leggenda, il romanzo distopico di Richard Matheson del 1954. Il classico letterario da cui il regista horror riprende, mezzo secolo prima dell'adattamento cinematografico di Francis Lawrence, le creature mostruose e la solitudine del genere umano.
  • Nel 1968 la scelta di un interprete afroamericano costringe George A. Romero ad affrontare dibattiti e problemi distributivi in molte aree della nazione. Un coraggio ripagato dal tocco autoriale di Duane Jones che consacra Ben uno dei principali punti di forza della Notte dei morti viventi. Pensato come un camionista dal linguaggio sporco, Ben tramuta in un eroe nobile e intelligente che protegge degli sconosciuti da un'orda di zombie: «Duane ha cambiato i dialoghi del personaggio», ha dichiarato Karl Hardman, l'attore e produttore che interpreta Harry Cooper.
  • Tra ossa spolpate e budella divorate, la Notte dei morti viventi è un trionfo di gore. Il segreto dello zombie-movie di George A. Romero è un liquido più economico del sangue finto ma altrettanto viscoso: «La troupe ricoprì gli hamburger del pranzo di sciroppo al cioccolato», ha rivelato Kyra Schon, l'interprete di Karen Cooper, la bambina che divora il padre in una delle sequenze più feroci del film del 1968.
  • Nella versione originale del film, George A. Romero definisce i morti viventi "ghoul" per differenziarli dagli zombie della religione vudù. Eppure, per uno strano scherzo del destino, George A. Romero è il padre degli zombie-movie. Un sottogenere nato da un regista che non parla (esplicitamente) di zombie nel cult della sua carriera.
  • Pur non essendo il primo gore della settima arte, La notte dei morti viventi è il primo splatter di qualità. Tra zombie che strappano carne a morsi e spolpano arti recisi, il cult del 1968 è un trionfo di sangue molto diverso dall'amatoriale Blood Feast di Herschell Gordon Lewis. Il leggendario George A. Romero trascende sul grande schermo una brutale metafora del'American Dream. Un instant classic che, in un graffiante bianco e nero, si consolida come il primo gore movie d'autore. 
  • I registi amano interpretare dei cameo nei loro film. Seguendo la tradizione di Alfred Hitchcock, George A. Romero e John A. Russo realizzano due brevi partecipazioni nella Notte dei morti viventi: Russo è uno zombie che viene colpito al cranio e Romero è un reporter di Washington.
  • Tra i punti di forza della Notte dei morti viventi c'è il feroce epilogo in cui la polizia uccide a sangue freddo l'ultimo sopravvissuto all'attacco zombie. Un finale rivoluzionario difeso da Duane Jones contro l'happy ending proposto dalla produzione: «Gli eroi non muoiono mai nei film americani», ha dichiarato l'interprete di Ben. Un afroamericano che, sopravvissuto a un'orda di zombi, viene ucciso da un poliziotto consacra uno shock senza precedenti nell'America degli anni Sessanta. 
  • Quando gli autori di The Flesh Eaters, l'horror del 1964 di Jack Curtis, minacciarono un'azione legale, la produzione sostituì il titolo originale Night of the Flesh Eaters con l'iconico Night of the Living Dead. Ma la Walter Reade Organization dimenticò di inserire la nota sul copyright nei titoli di testa e di coda del cult horror: «Era il nostro primo film. Non sapevamo quello che facevamo», ha dichiarato Romero. Un errore che rese La notte dei morti viventi un capolavoro di dominio pubblico. 
  • Dopo il remake di Tom Savini nessun regista ha trovato il coraggio di riportare in vita La notte dei morti viventi. Il cult che, nel lontano 1968, ha anticipato l'invasione degli zombie-movie nell'entertainment mondiale. The Walking Dead, Resident Evil e 28 giorni dopo sono tutti figli, e in qualche caso nipoti, di un autore che ha consacrato la nascita del sottogenere più iconico del cinema horror. A cinquanta anni dal debutto della Notte dei morti viventi, i terrificanti zombie di George A. Romero sono ancora tra noi. E se ve lo state chiedendo, neanche un colpo al cranio riuscirà mai a fermarli!

CURIOSITA' DEL FILM LO SQUALO

  • Il romanzo di Peter Benchley dal quale è tratto Lo Squalo diventò un film per varie circostanze fortuite. L'autore firmò un contratto di 175mila dollari tramite il quale si impegnava a cedere i diritti del libro e a firmare la prima bozza della sceneggiatura che successivamente fu rifiutata da Spielberg, così come le successive due, nonostante fossero molto fedeli al libro. Benchley contestò a Spielberg le differenze tra film e libro - in particolare il finale, che riteneva poco realistico - e fu gentilmente accompagnato fuori dal set. In seguito lo scrittore disse che se avesse saputo come si comportano realmente gli squali, non avrebbe mai scritto il suo libro. Nel film però ha un piccolo cameo, quello di un reporter sulla spiaggia.
  • Prima di affidare la regia a Steven Spielberg, i produttori avevano considerato un altro regista (Dick Richards) che durante un incontro con loro si rivelò poco idoneo. Nell'esporre la sua visione del film, questi descrisse una scena in cui una balena usciva dall'acqua e i produttori replicarono che non stavano facendo Moby Dick e ritennero che non era il caso di lavorare con uno che non sapeva distinguere una balena da uno squalo. Spielberg però avrebbe voluto utilizzare proprio una scena di Moby Dick del '56 per presentare il personaggio di Quint nel film, durante una scena ambientata in un cinema, ma Gregory Peck, che deteneva i diritti della pellicola, si rifiutò per una questione di "vanità". A Peck non era mai piaciuta la sua performance in Moby Dick e non voleva che fosse vista ancora una volta.
  • Per il ruolo di Martin Brody (andato poi a Roy Scheider) furono considerati Charlton Heston e Robert Duvall. Duvall, che aveva sostenuto Spielberg prima della lavorazione del film, rifiutò perché temeva che il ruolo gli avrebbe dato troppa popolarità. Heston invece fu scartato dopo qualche riflessione e ci rimase così male che giurò che non avrebbe mai lavorato con Spielberg. E quattro anni dopo mantenne la promessa, quando il regista gli offrì la parte del Generale Stilwell in 1941 - Allarme a Hollywood. Per la parte del ruvido cacciatore di squali Quint invece furono considerati Robert Mitchum e Lee Marvin - il quale ringraziò per la proposta, ma disse che preferiva andare a pescare - e Sterling Hayden, che fu costretto a rinunciare perché aveva guai con il fisco, e partecipare al film avrebbe complicato le cose. 

Nota a margine: Spielberg avrebbe voluto un attore di nome Frank Pesce nei panni di uno dei due uomini che pescano lo squalo di notte e finisce nelle fauci del "mostro", ma non ci fu occasione di lavorare con lui. Peccato, con un cognome così, sarebbe stato perfetto..

  • Sempre a proposito di casting si creò un piccolo incidente diplomatico. Il produttore Richard D. Zanuck voleva far scritturare sua moglie Linda Harrison per il ruolo di Ellen Brody, ignaro del fatto che il boss della Universal Sid Sheinberg avesse già "prenotato" da tempo lo stesso ruolo per sua moglie Lorraine Gary. Per salvare capra e cavoli (anzi, squalo e mogli) Sheinberg contattò il produttore di Airport 75 William Frye e gli chiese il favore di scritturare la Harrison per una parte nel film.
  • Durante la pre-produzione del film accadde una cosa che avrebbe dovuto far intuire al povero Spielberg tutti i guai ai quali sarebbe andato incontro (e che racconteremo più avanti). Il regista arrivò nel laboratorio degli effetti speciali insieme a tre ospiti d'eccezione: Martin Scorsese, George Lucas e John Milius. Lucas infilò la testa nelle fauci dello squalo per vedere come funzionasse, e quando Milius e Spielberg azionarono i comandi della bestia, qualcosa andò storto e il regista di Guerre stellari rimase incastrato. Senza serie conseguenze, per fortuna.
  • Spielberg chiamò ufficialmente lo squalo meccanico del suo film (anzi gli squali, perché ne erano tre) Bruce, come il suo avvocato di allora, ma nel corso della lavorazione del film, il regista lo soprannominò affettuosamente "il grande stronzo bianco", per tutti i guai che gli aveva fatto passare. La troupe invece, sempre per i problemi che adesso illustreremo nel dettaglio, aveva cambiato confidenzialmente il titolo al film, da Jaws (fauci) a Flaws (difetti). Ognuno dei tre squali aveva funzioni diverse era costato circa 250mila dollari, e fu anche testato nelle vasche d'acqua degli Studi Universal, ma appena furono immessi a mare, andarono a fondo perché l'acqua salata ne compromise il funzionamento, e quindi fu reclutata una squadra di sommozzatori per farli recuperare. Considerato che gli squali meccanici non erano del tutto funzionanti, non fu possibile utilizzarli per tutte le riprese e questo portò il regista ad utilizzare la macchina da presa come punto di vista dello squalo, un'idea che poi si rivelò vincente.  Oltre ai problemi con gli effetti speciali, Spielberg si ritrovò ad affrontare ritardi disastrosi sui tempi delle riprese, l'affondamento della barca (con crew e attori a bordo) e i conseguenti danni alla pellicola, che fortunatamente furono riparati in laboratorio. E alla fine di questa esperienza, sentenziò con sicurezza: "Il prossimo film lo faccio sulla terraferma!"
  • Il primo squalo ucciso nel film, ritenuto erroneamente colpevole di aver sbranato alcune persone, era un vero squalo ucciso in Florida, perché a Martha's Vineyard (dove si tennero le riprese del film) non ce n'era uno abbastanza grande. Il problema è che la carcassa aveva già iniziato a decomporsi e puzzare in modo nauseabondo, e quando fu appeso per la coda (come si vede nel film) i suoi organi interni fuoriuscirono dalle fauci, sparpagliandosi a terra e causando forte disagio nella crew. Un altro squalo (vivo, per fortuna) fu utilizzato per la scena in cui Hooper viene attaccato mentre si trova nella "gabbia", solo che era un esemplare molto più piccolo di quello utilizzato nel film, e quindi fu costruita una gabbia più piccola, nella quale fu inserita una controfigura di corporatura minuta e, per altre inquadrature, un piccolo manichino. Il piccoletto però, ad un certo punto si rifiutò di entrare nella gabbia dopo che lo squalo aveva cercato di distruggerla.
  • Nonostante fosse un attore di talento, Robert Shaw aveva un problema di alcolismo e questo causava frequenti attriti tra lui e le co-star. Roy Scheider disse che "quando era sobrio era un gentiluomo, ma gli bastava un drink per trasformarsi in un figlio di puttana." Dreyfuss invece raccontò che Shaw era gentile con lui in privato, ma lo trattava malissimo davanti a tutti e gli diceva che non aveva futuro come attore. Questo e altri episodi accesero la competizione tra i due (a vantaggio delle rispettive interpretazioni, va detto) ma si arrivò al punto che Shaw sfidò il collega a tuffarsi nell'oceano dall'albero della barca (quindi da un'altezza di 22 metri!) e che se lo avesse fatto gli avrebbe dato mille dollari. A quel punto Spielberg intervenne e mise Dreyfuss al suo posto: "Non mi interessa quanti soldi ti offre, tu non ti tuffi dall'albero, non nel mio film."
  • Richard S. Edwards era un esperto di esplosivi che fu chiamato sul set per dare il suo contributo al finale. fu incaricato di posizionare la dinamite nello squalo, ma fu costretto ad infilarcisi dentro per nasconderla con più efficacia. La dentatura di Bruce però era tutta in fibra di vetro, e quindi per evitare di ferirsi, Richard dovette indossare dei guanti e proteggere le gambe con degli asciugamani.
  • Sapete come fu realizzato l'effetto sonoro della scena in cui il "mostro" appare mentre Brody getta l'esca? Rompendo una bottiglia di una bibita gassata contro una superficie rigida dopo averla adeguatamente "shakerata" per un suono più convincente. Invece subito dopo l'esplosione finale, il suono della sua carcassa che affonda è uno di quelli che era stato utilizzato vent'anni prima per Il mostro della laguna nera.
  • Sempre a proposito di suoni, la povera Susan Backlinie (che interpretava Chrissie, la biondina uccisa dallo squalo agli inizi del film) fu costretta a replicare efficacemente il gorgoglio di una persona che annega per la post-produzione del film. Come? Semplice: l'attrice fu posizionata davanti ad un microfono, con la testa rovesciata all'indietro, mentre qualcuno le versava dell'acqua in bocca. Tra l'altro durante le riprese della sua scena, era stata letteralmente strattonata avanti e indietro dalla troupe, anche se poi ha smentito di essersi fatta male sul serio. Tra i poveri collaboratori "torturati" sul set, vogliamo ricordare anche la tizia che fu letteralmente sepolta nella sabbia con un braccio fuori per la scena in cui i resti di Chrissie vengono ritrovati sulla sabbia. Ci auguriamo che abbia superato l'esperienza senza traumi.
  • Roy Scheider ha raccontato che per la scena in cui la signora Kinter (interpretata da Lee Fierro) lo schiaffeggia, è stata sicuramente "la più dolorosa" di tutta la sua carriera. Questo perché la Fierro non era capace di fingere uno schiaffo, e quindi gli ha assestato ben diciassette ceffoni (uno a ripresa) arrivando a fargli cadere gli occhiali. Sempre a proposito della signora Kinter, la Fierro ha raccontato che molti anni dopo le riprese del film, le capitò di pranzare in un locale specializzato in piatti di pesce, e quando notò che tra le proposte sul menù spiccava il "Sandwich Alex Kinter" disse che lei aveva interpretato sua madre in un film. Sapete chi era il proprietario del locale? Jeffrey Voorhees, "il piccolo Alex", che uscì dalla cucina per andare a salutare sua "mamma" che non vedeva da anni.
  • Quando John Williams fece ascoltare le musiche che aveva composto per il film a Steven Spielberg questi si mise a ridere e disse: "E' molto divertente John, davvero. Ma esattamente, cosa avevi in mente per il tema de Lo squalo?" Qualche mese dopo, Williams fu incaricato di condurre l'orchestra alla cerimonia degli Oscar, e quando sul palco annunciarono che aveva vinto la statuetta per la colonna sonora del film, dovette precipitarsi a ritirare velocemente il premio, per poi tornare a fare il suo lavoro.
  • Quando alla Universal videro il film finito, nonostante tutti i problemi che c'erano stati si dissero pienamente soddisfatti del risultato, tanto che decisero di promuoverlo con una campagna pubblicitaria televisiva senza precedenti, investendo ben 700mila dollari. Nel 1975 Lo squalo debuttò in 409 sale e nel giro di 78 giorni conquistò il primo posto nella classifica dei film più visti della storia, anche se il numero sale restava inferiore ai mille schermi. Dieci anni dopo, il film arrivò anche in Ungheria e anche nel paese socialista si rivelò un successone: furono staccati più di un milione e 500mila biglietti (e la popolazione ungherese ai tempi era di 10 milioni di persone!) e si posizionò al secondo posto dei film che avevano incassato di più quell'anno. Al primo posto c'era il nostro Bud Spencer con Bomber...
  • A Martha's Vineyard ci fu un incremento di turisti in estate (la cittadina, che in genere ospitava 5000 persone, si ritrovò ad accoglierne il triplo!) ma non si potè dire altrettanto per altre località turistiche di mare, che invece dovettero far fronte ad un calo di affluenze dovuto alla "psicosi" per gli squali. I bagnini dovettero faticare non poco per tenere a bada le fobie dei bagnanti più impressionabili. Ci furono anche episodi spiacevoli, con delfini e piccole balene scambiati erroneamente per squali e uccisi. In compenso la pesca agli squali divenne molto popolare come attività ricreativa e gli operatori turistici più creativi si inventarono qualcosa per attrarre clienti: ad esempio sull'insegna di un ristorante di pesce di Cape Cod c'era scritto: "Mangiate pesce e vendicatevi!"

Nota a margine: A proposito di Martha's Vineyard, sapete quanto furono pagati gli abitanti della cittadina che parteciparono al film come extra? 64 dollari solo per urlare e correre in spiaggia!

CURIOSITA' DEL FILM HELLRAISER

  • Il primo Hellraiser è ispirato a Schiavi dell'inferno (The Hellbound Heart) breve romanzo dello stesso Clive Barker, pubblicato nel 1986 dalla casa editrice Dark Harvest. In Italia uscì nel 1991, dopo il successo del film, edito dalla Sonzogno.
  • Hellraiser fu girato con un budget piuttosto limitato ed in una vera casa, il che costrinse Barker a essere il più creativo possibile. Lo spazio era piccolo e molte delle inquadrature sono fatte da un solo angolo perchè nelle stanze c'era spazio per una sola telecamera. Questo rendeva difficili anche i movimenti per gli operatori, costringendoli a ripetuti zoom alternati a movimenti verticali della cinepresa.
  • Solamente l'attico è stata ricostruito su un set cinematografico, benché il suo utilizzo fu limitato alle scene con effetti speciali. L' effetto speciale più particolare e ingegnoso dell' intero film è la rinascita di Frank, il cui corpo si ricompone poco per volta partendo dal sangue. Il trucco è stato ottenuto facendo sciogliere un manichino creato con la cera, per poi montare il girato al contrario. Geniale.
  • Per il look dei cenobiti si guardò al mondo del sadomaso e ad elementi punk e metal notati in alcuni club di New York e Amsterdam. Un connubio tra cuoio, catene e pvc che ben si sposa con l' immaginario di piacere e dolore, pilastro fondamentale della filosofia dei cenobiti di Hellraiser.
  • Ci sono diverse differenze tra il racconto ed il film, una tra tutte riguarda Pinhead. Mentre nel racconto non vi è una sostanziale differenza di ruoli tra i Cenobiti, nel film la figura di Pinhead spicca decisamente sugli altri demoni (anche nei titoli di coda, il personaggio viene identificato come "leader dei Cenobiti", non avendo ancora il soprannome ufficiale.)
  • Il personaggio di Pinhead in Hellraiser, interpretato dal mitico Doug Bradley, è ispirato ad uno dei Cenobiti del racconto di Barker ma con alcune differenze. Il personaggio possiede il volto trafitto da spilli, ma è descritto con un aspetto molto effemminato e un tono di voce femminile. Questo aspetto sarà ripreso dal futuro Reboot di Bruckner.
  • Quando le riprese terminarono vi fu una festa di fine produzione durante la quale Doug Bradley venne ignorato dal resto del cast. L' attore ne rimase costernato dicendo che gli sembrava di essere andato d' accordo con tutti durante le riprese. Il problema in realtà fu che nessuno del resto del cast lo avesse visto prima senza trucco e pertanto nessuno lo riconobbe durante il party.

CURIOSITA' DEL FILM MISERY

  • Nel periodo delle riprese, una mattina, James Caan si presentò sul set completamente ubriaco. Fu un caso isolato, ma quella volta arrivò sul set in condizioni veramente pietose, tant'è vero che il girato di quel giorno era veramente di pessima qualità. La giornata di riprese aveva prodotto solamente materiale inutilizzabile e avrebbero dovuto rifare tutte le scene da capo. Quando James Caan capì che era colpa sua, si offrì di pagare di tasca sua le spese di quella giornata di lavoro. Un mito.
  • La trama si svolge quasi interamente in un unico ambiente. Un impresa ardua anche per il regista più esperto. Rob Reiner decise quindi di guardarsi tutti i film di Alfred Hitchcock al fine di apprendere tutte le tecniche più funzionali per realizzare un thriller di gran fattura. Ne rimase così appassionato e influenzato che finì con il comportarsi come Hitchcock sul set. Tutto ciò ebbe dei risvolti inquietanti, a tal punto che James Caan giura di aver visto Reiner parlare da solo, dicendo: ""Ma chi ti credi di essere? Alfred Hitchcock?"
  • Kathy Bates rimase molto scossa dalla violenza e dalla crudeltà di alcune sequenze del film, tanto da scoppiare a piangere sia nella scena di maggior violenza che nella scena finale di Misery non deve morire. La Bates veniva dal teatro all'epoca ed era abituata a fare molte prove prima di recitare. Questa cosa non andava a genio a James Caan e questo fu causa di scontri e tensioni tra i due protagonisti sul set. Il regista Rob Reiner cercò di mediare il rapporto tra i due e consigliò a Kathy Bates di far confluire questa sua frustrazione nei confronti del personaggio di Caan. Se da un lato questi suggerimenti hanno dato i loro frutti, dall'altro lato Bates iniziò a isolarsi dal resto del cast durante le pause. Temendo che questo potesse avere ripercussioni sulla sua vita personale, Reiner invitò più volte l'attrice a lasciare il suo personaggio fuori dal set.
  • Agli Oscar del 1991, Misery non deve morire si presenta proprio con Kathy Bates candidata come miglior attrice protagonista. La sua prestazione vale la vittoria della statuetta, la prima e unica della sua carriera fino ad ora. Il personaggio di Annie Wilkes figura anche nella curiosa classifica nei migliori villain di sempre al diciassettesimo posto. Stephen King stesso ha affermato che quello di Annie Wilkes è il suo personaggio preferito tra quelli da lui creati. Rimase talmente tanto folgorato dalla performance della Bates, da scrivere ben due personaggi pensando a lei. il primo fu quello di Dolores Claiborne, mentre il secondo fu una piccola parte non accreditata nella miniserie televisiva The Stand. Entrambi interpretati proprio da lei.
  • Una delle fasi della preproduzione è la non facile ricerca del cast. Il ruolo di Paul Sheldon venne offerto a molti grandi nomi tra le stelle del firmamento di Hollywood. Tra i tanti furono interpellati Kevin Kline, Michael Douglas, Al Pacino, Gene Hackman, Harrison Ford, Robert Redford, Robert De Niro e Dustin Hoffman. William Hurt lo rifiutò per ben due volte. Jack Nicholson disse fermamente di no perché, dopo Shining, non voleva interpretare nuovamente un personaggio tratto da un romanzo di King. Alla fine accettò James Caan. Lo stesso Caan che rifiutò il ruolo di Nicholson (che gli valse l'oscar) in Qualcuno volò sul nido del cuculo. Per il ruolo della Wilkes era stato pensato inizialmente a Bette Midler (Hocus Pocus), ma dopo aver letto il libro, l'attrice rifiutò la parte perché riteneva la storia troppo violenta. In seguito Midler confessò di essersi sentita una stupida per la scelta presa.
  • Per anni i lettori hanno chiesto a Stephen King cosa l'avesse spinto a scrivere il romanzo su cui si basa il film Misery non deve morire. Solo da qualche anno lo scrittore ha deciso di rendere pubbliche le motivazioni che l'hanno spinto. Lo ha rivelato in un' intervista rilasciata al Paris Review. Nell'occasione King ha confessato che la storia è una metafora sulla sua dipendenza da sostanze stupefacenti. Tutto il racconto è una rappresentazione di quello che le droghe stavano facendo alla sua persona e al suo corpo. Il personaggio di Kathy Bates non è altro che l'incarnazione della sua tossicodipendenza e della guerra che ha dovuto affrontare per evitare di rimanere intrappolato nell'oblio di questa piaga da cui era afflitto.
  • Nonostante molti dei suoi libri erano diventati film, inizialmente King non voleva vendere i diritti del suo romanzo. La sua paura era che nessuno studio di Hollywood sarebbe stato in grado di realizzare una trasposizione fedele di Misery. Si convinse solo dopo aver visto l'adattamento di Stand by me, ne rimase entusiasta. Accettò quindi di vendere i diritti a un' unica condizione: alla regia o alla produzione ci doveva essere obbligatoriamente Bob Reiner.
  • Come molti sanno, ci sono molte connessioni che collegano le opere di King andando a formare un vero e proprio Kingverse. Misery è il primo lungometraggio prodotto dalla casa di produzione di Reiner, la Castle Rock. Castle Rock è il paesino in cui è ambientato Stand by me e altri racconti di King. Paul Sheldon era amico di infanzia di Eddie Kaspbrak che si era trasferito a Boston dopo gli eventi di It. Misery è ambientato nella cittadina immaginaria di Sidewinder, vicino all' Overlook Hotel, l'ambientazione di Shining. Dick Halloran, il cuoco dell'Overlook Hotel, aveva prestato servizio nell'esercito insieme al padre di Mike Hanlon, un altro membro del club dei perdenti di It.
  • L'idea di una trasposizione teatrale di Misery non deve morire vedeva inizialmente Julia Roberts nel ruolo di Annie Wilkes. Stephen King però impose un categorico veto, in quanto non vedeva nella Roberts la fisicità che avrebbe dovuto avere l'infermiera psicopatica. Successivamente fu realizzata e messa in scena una versione con protagonisti Bruce Willis nel ruolo di Paul e Laurie Metcalf nel ruolo di Annie. Nonostante il discreto successo commerciale, la critica ha definito la piéce "pigra e poco spaventosa".
  • Nella storia, Annie porta una macchina da scrivere modello Royal 10. Stephen King ne aveva una identica, e proprio come nel film, entrambe avevano il tasto "N" difettoso. Nel romanzo anche le lettere "T" ed "E" erano malfunzionanti. Entrambe sono le due lettere più comuni nella lingua inglese, questo rendeva il lavoro di Paul molto più arduo. In più, il battere compulsivo sulla tastiera, che rimanda un po' al Jack Torrance di Shining offre allo spettatore un elemento di frustrazione in più e lo aiuta a calare nello stato d'animo del protagonista.

CURIOSITA' DEL FILM BLOB IL FLUIDO CHE UCCIDE

  • Venne preso un calco completo del corpo di Donovan Leitch Jr., che interpretava Paul Taylor, per realizzare le complicate riprese in cui il personaggio si trova sotto il Blob. Furono necessarie circa 50 persone per occuparsi dell'attore senza l'ausilio di corde. Tuttavia, Chuck Russell non disse a Shawnee Smith che per la prima parte della scena ci sarebbe stato davvero lì Donovan Leitch Jr.; l'idea era di scatenare in lei una reazione più genuina di sorpresa e di shock. Il risultato si può vedere nella sequenza in cui Meg urla il nome di Paul dopo averlo scoperto.
  • Dei 19 milioni di dollari di budget complessivi, ben 9 milioni vennero usati per gli effetti speciali visivi. 
  • Due ruoli minori vennero interpretati da due Playmates di Playboy: a Vicki De Soto diede corpo e volto Erika Eleniak (modella di luglio del 1989), mentre Julie McCullough (paginone centrale di febbraio del 1986) fu Susie.
  • Il trailer promozionale americano mostra una parte di una scena eliminata in cui Fran viene inseguita dal Blob nel ristorante. Nei fotogrammi tagliati l'avremmo vista correre verso le porte mentre la gelatinosa creatura distrugge tavoli e sedie. Quando la donna arriva finalmente a una via d'uscita, si rende conto che questa è chiusa e che non ha le chiavi, quindi salta fuori dalla finestra. In una seconda scena filmata e poi tagliata invece, il fluido letale uccide e ingloba uno scoiattolo. Inoltre, in alcune versioni del film sono montate delle scene alternative riguardanti le morti di Paul e Eddie, con un differente montaggio per il decesso del primo e diversi effetti gore per quello del secondo.
  • L'uso di moto di marca Triumph durante le riprese potrebbe essere un tributo a Steve McQueen, star dell'originale Fluido mortale (The Blob). L'attore ne possedeva infatti diversi modelli ed era solito guidarlo fuori e dentro il set.
  • Più nello specifico, le motociclette utilizzate da Kevin Dillon sono una Triumph Tiger T100R da 500 cc e, per i salti, un Tiger Cub T20 Triumph da 200 cc.
  • Michael Kenworthy ricorda affettuosamente che Shawnee Smith, la quale nel film incarnava sua sorella, fu nella vita reale la sua prima grande cotta. Stando alle sue parole: "Io e lei andavamo molto d'accordo … Ogni volta che veniva ad abbracciarmi, le davo l'abbraccio più un bacio. Questa cosa la faceva sempre arrossire!".
  • Tutti gli esterni di Blob – Il Fluido che Uccide vennero girati in una piccola città della Louisiana meridionale chiamata Abbeville. Tuttavia, il paesino fu allestito per ricreare quasi esattamente Arbeville, in Colorado, dove era altresì ambientato il film, ma l'originale era ricoperto di neve nel periodo in cui le riprese vennero realizzate, quindi fu necessario scegliere una diversa location. Il fatto che poi i nomi delle due fossero molto simili è solo una strana coincidenza ….
  • Una volta fu chiesto a Shawnee Smith se i produttori si fossero ricordati di riscaldare l'acqua della fogna in cui aveva dovuto immergersi mentre fuggiva dal Blob. Lei, ridacchiando, replicò: "Beh, ci provarono!".
  • Lo sceriffo a un certo punto dice a Brian che sta arrivando il suo compleanno e nella vita reale il film uscì nelle sale proprio due settimane prima del 23° compleanno di Kevin Dillon, il 19 agosto.
  • Il nome del personaggio incarnato da Jeffrey DeMunn – lo sceriffo Herb Geller – fu un dichiarato tributo al all'omonimo e notissimo musicista jazz.
  • Venne offerta a Chad McQueen (Karate Kid – Per vincere domani) la parte di Brian Flagg, ma l'attore rifiutò per due motivi: 1) non gli piaceva la sceneggiatura; 2) la sua rigida politica di non comparire mai in nessuna produzione basata o ispirata a un lavoro di suo padre, Steve McQueen.

CURIOSITA' DEL FILM ZOMBI 

  • Fa parte dei cento film (realizzati tra il 1950 e il 1980) che Stephen King ritiene abbiano dato "un peculiare contributo al genere horror" (ed è anche fra i suoi preferiti).
  • Durante la concitata scena iniziale s'intravede George A. Romero nel ruolo di... regista televisivo,Romero appare nel film per l'esattezza tre volte: la seconda come uno dei motociclisti vestito da Babbo Natale, lo si può vedere brevemente in background mentre i motociclisti tirano le torte agli zombi; La terza è una fugace apparizione come riportato negli extra della versione DVD Ultimate Final Cut boxset..
  • La macchina guidata nel centro commerciale era una Volkswagen Scirocco del 1977.
  • Quando gli zombi sfondano una porta e salgono delle scale (al minuto 15:37) si possono vedere dei soldati che se la ridono  
  • Al minuto 01:18 i tre protagonisti Roger (Reiniger), Peter (Foree) e Stephen (Emge) si concedono un po' di svago con alcuni videogames nella sala giochi. Si riconoscono diversi famosi arcade degli anni 70: Il primo che vediamo è Qwak, della Atari 1974. Ci gioca solo Roger. Il secondo è Gangbusters (da non confondere con Gang Busters, che invece è un flipper) della Midway, 1974. Ci fa una partita da solo Peter: il terzo è Night Driver della Micronetics (ripreso poi dalla Atari) del 1976. Ci fa una partita da solo Stephen: il quarto è F1, della Atari-Namco 1976. Questo gioco aveva la particolarità di essere elettro-meccanico (fu poi convertito in un videogioco "puro" ma nel film vediamo la versione elettro-meccanica, riconoscibile dal fatto che al termine della partita la "pista" si ritira). Nel film ci gioca da solo Roger: Il quinto è Gunfight, della Midway 1975. Ci giocano insieme Peter e Stephen: Il sesto titolo è Starship 1 della Atari, rilasciato nel 1977. Ci fa una partita il solo Stephen.

CURIOSITA' DEL FILM BASKET CASE

  • Quasi tutti gli attori erano non professionisti; la maggior parte di loro non ha più recitato in nessun altro film. Buona parte dei nomi nei titoli di coda sono falsi, dato che in realtà solo quattro persone hanno collaborato con il regista a realizzare questo film.
  • Quando Duane arriva all'albergo, per far vedere al proprietario che è in grado di pagare gli mostra una mazzetta di banconote arrotolate. Secondo il regista quei soldi erano l'intero budget del film. Il nome dell'alberghetto è "Hotel Broslin": in realtà non esiste a New York alcun albergo con quel nome, ma è stata creata apposta un'insegna e le scene in interni sono state girate nei luoghi più svariati.
  • Gli effetti speciali di Belial consistono in gran parte in un pupazzo in alcune scene e in stop motion in altre. Quando si vede la mano di Belial attaccare le sue vittime, si tratta in realtà di un guanto indossato da Henenlotter. Il pupazzo di Belial a grandezza naturale si vede anche nelle scene in cui si vede Belial con un attore o in cui i suoi occhi si illuminano di rosso. La sequenza della furia di Belial ha usato l'animazione in stop motion.
  • In una scena verso la fine, quando Duane sale su un treno della metropolitana con Belial, si vede un uomo con la sua presunta ex fidanzata. L'uomo proprio di fronte a Duane sembra drogato e questo spaventa Duane. L'uomo dovrebbe essere Brian del successivo film di Frank Henenotter "Brain Damage", che era un cameo. 

CURIOSITA' DEL FILM DEMONI

  • Il personaggio nerovestito e mascherato, che ha ruolo simile a quello del traghettatore dantesco noto come Caronte (nel film viene chiamato Jerry) altri non è che Michele Soavi, all'epoca poco distante dalla prima regia (il Deliria prodotto da Massaccesi nel 1987 e vincitore del Festival di Avoriaz di quell'anno). Soavi, oltre a comparire nel film in ruolo d'attore, ha curato la parte tecnica come assistente di regia..
  • Tra gli spettatori nel cinema è presente anche Fiore Argento.
  • Le locandine che appaiono sulle pareti del Metropol sono quelle di Nosferatu, principe della notte di Werner Herzog e Quattro mosche di velluto grigio di Argento.
  • Uno dei manichini usati per i trucchi delle trasformazioni nel film è esposto presso il Museo degli orrori di dario Argento.
  • Lamberto Bava appare in un cameo al minuto 0.02.22: è il primo passeggero che esce dalla metropolitana (con la polo azzurrina e la giacca grigia) a inizio film

CURIOSITA' DEL FILM FREAK

  • Freaks è un film del 1932 di Tod Browning, ambientato in un circo itinerante, attrazione molto diffusa in quegli anni. La pellicola è ricorsa a veri artisti circensi, scelta controversa e in parte criticata poiché spettacolarizzava in qualche modo persone affette da deformità fisiche; tuttavia è anche vero che inserendole nel cast, intendeva dare una reale possibilità ad artisti – molti dotati di notevoli abilità – di raggiungere la fama data dal grande schermo.
  • La passione per gli spettacoli è presente in Tod Browning sin dalla più tenera età: a 10 anni ne allestisce uno con alcuni suoi compagni di giochi, ma tiene per sé i numeri più importanti. Inoltre è sin da ragazzino attratto dalle performance, in voga ad inizio del XX secolo, degli artisti itineranti, quali maghi, ballerine, mangiafuoco, contorsionisti e così via.
  • Tra le varie voci, più o meno ufficializzate, c'è anche quella che vuole che il regista abbia abbandonato la casa d'infanzia proprio a causa di una di queste artiste, una ballerina, di cui si innamorò e con cui fuggì. Iniziò dunque a unirsi a circhi itineranti, da cui prese spunto in seguito. Questa gioventù bohèmien fa anche parte però dell'aura di cui era ammantato il suo personaggio. 
  • È vero altresì che prima di lavorare nel cinema, il cineasta del Kentucky si cimentò in numerosi lavori appartenenti al mondo dello spettacolo itinerante, tra cui l'imbonitore, il prestigiatore, l'equilibrista, l'attore di vaudeville, il clown, il domatore di cavalli, il comico di burlesque, il contorsionista e il mangiatore di serpenti.
  • Harry e Daisy Earles, nel film Hans e Frieda, nella vita reale non erano sposati, ma erano davvero fratelli. I due, insieme alle sorelle minori Grace e Tiny si esibivano in spettacoli in tour ed erano conosciuti come "The Doll Family".
  • Sono apparsi in diversi altri film, il cui più celebre è stato Il mago di Oz (The Wizard of Oz). Si erano dati il soprannome di "The Motion Picture Midgets".
  • È fu proprio Harry Earles ad aver proposto per primo a Tod Browning l'idea da cui poi sarebbe scaturito Freaks; il materiale originario poi è stato steso in un racconto da Tod Robbins, intitolato Spurs (1923).
  • Nel 1931, dopo il successo del Dracula della Universal, il giovane produttore Irving Thalberg della Metro-Goldwyn-Mayer desiderava realizzare qualcosa di ancor più scioccante che permettesse al suo studio di diventare leader nel cinema horror e di mostri. Chiese dunque uno script a Willis Goldbeck, che insieme a Leon Gordon lavorò a una storia incentrata su quegli individui, che al tempo terrorizzavano e insieme affascinavano le folle nei sideshows e tratta dal sopracitato scritto di Robbins; ricevuto dunque quello che era il primo embrione di Freaks, il produttore, sconvolto, affermò: "Beh, è terrificante!".
  • Il regista, una volta coinvolto, richiese di dirigere un film che in parte mostrasse la vita quotidiana degli appartenenti agli spettacoli itineranti, vita che lui stesso aveva sperimentato lavorandovi in prima persona, riuscendo così a dare una diversa lettura – di chi cioè l'aveva sperimentata – di tale realtà.
  • Non è il primo film del cineasta in cui viene descritto il mondo degli artisti e delle attrazioni circensi: The Show e Lo sconosciuto (The Unkwnown), ambedue del 1927, trattavano la stessa tematica. Nel primo dei due, inoltre, durante il prologo veniva mostrato il Congress of Freaks and Marvels of the World, in cui erano inclusi la "donna – ragno", "la sirena" e, ciliegina sulla torta, la "decapitazione di John the Baptist", oltre a molti altri spettacolari numeri del medesimo genere. In Lo sconosciuto, Lon Chaney era comparso come il "Armless Wonder", l'uomo senza braccia, di un circo spagnolo. Dunque Freaks non rappresenta assolutamente la prima volta che Tod Browning si cimentava con tale materia.
  • I diritti di Spurs, detenuti dalla Metro, costarono allo studio 8.000 dollari.
  • Una delle vicende più appassionanti legate al cast del film, è quella di Daisy e Violet Hilton, le prime gemelle siamesi che non morirono a pochi giorni dalla nascita. Le due piccole furono vendute dalla madre degenere poco dopo essere venute alla luce e furono sin dalla tenera età formate nella danza, nel canto e negli strumenti musicali, l'una il sassofono, l'altra il violino.
  • La carriera delle due ragazze fu decisamente florida, dopo aver iniziato con spettacoli itineranti, furono assoldate dal celebre Bob Hope come membri del suo corpo di ballo. Divennero così molto facoltose e vissero in una lussuosa villa hollywoodiana.
  • Il mitico Harry Houdini insegnò alle due gemelle l'auto-ipnosi, cosicché poterono finalmente sperimentare un po' di privacy.
  • Per molto tempo il loro manager/ genitore affidatario ebbe a lungo grande potere sulle loro finanze, ma più avanti riuscirono a rescindere il contratto. Furono libere di esibirsi nei vaudeville, in cui erano divenute grandi star quando furono scritturate per Freaks, che sarebbe dovuto essere il loro trampolino di lancio per il cinema, ma presero parte solo a un altro film in seguito, Chained For Life.
  • La loro carriera terminò miseramente e forzosamente nel 1961 quando, dopo una proiezione di Freaks in un drive-in di Charlotte in North Carolina, il manager delle due attrici le abbandonò lì e furono costrette a lavorare in una salumeria fino alla loro morte nel 1969.
  • La loro esistenza ispirò uno dei più celebri musical di Broadway, Sideshow.
  • Johnny Eck, ossia 'The Half Boy', performer con una grave malformazione fisica per cui era troncato a metà sotto la vita, era un grande mago e fotografo. La sua carriera iniziò all'età di 12 anni, quando durante uno spettacolo di magia si offrì come volontario e, dopo aver impressionato il prestigiatore camminando sulle mani, gli fu chiesto di unirsi allo show.
  • Il ragazzo era uno spirito libero e dopo un solo anno si separò dal suddetto mago e si esibì in numerosi circhi, tra cui quello dei Ringling Bros., prima di approdare nel cast della pellicola di Tod Browning.
  • Schlitzie, uno dei "pinheads", era affetto da una grave forma di microcefalia e fu d'ispirazione per il fumetto di Bill Griffith Zippy the Pinhead. Alcuni sostenevano che fosse una lei, fatto in parte confermato dalla preferenza per gli abiti femminili, ma nessuno ha mai avuto certezze di questo a causa delle sue terribili deformazioni fisiche e del deficit psichico.
  • Koo-Koo, la 'donna-uccello', era uno dei membri del cast dall'aspetto fisico più anomalo; tuttavia la cosa non la toccò mai, dacché era cieca dalla nascita. Da sempre parte delle equipe circensi quale "The Blind Girl from Mars", prese parte al film quando aveva già 52 anni.
  • Il ruolo di Cleopatra sarebbe dovuto inizialmente andare a Myrna Loy, ma successivamente fu affidato a Olga Baclanov.
  • Anche la platinata Jean Harlow, sarebbe dovuta comparire nella pellicola nei panni di Venere, ma la parte andò poi Leila Hyams, che aveva recitato nel primo film sonoro di Tod Browning, The Thirteenth Chair, nel 1929.
  • Nell'ottobre del 1931, durante il casting, la MGM fu letteralmente invasa da candidati che, direttamente usciti dal mondo dei sideshow e nella speranza di fare carriera nel cinema, si proponevano per interpretare uno dei "freaks" del film. Questa invasione di peculiari personaggi portò lo scompiglio negli studi e, secondo quanto riportato, allarmò il presidente esecutivo Louis B. Mayer, tanto da fargli pensare di bloccare il progetto e molti dirigenti, pieni di preconcetti, organizzarono perfino una petizione per interrompere il flusso di tali comparse.
  • Irving Thalberg tuttavia si batté strenuamente contro i colleghi e i loro miopi tabù; il preconcetto purtroppo ai tempi era ancora troppo forte e, sebbene le riprese iniziarono, i membri del cast, eccetto Harry e Daisy Earles e le gemelle Hilton, furono emarginati per il loro aspetto, e destinati a mangiare in un luogo appositamente costruito per loro e, dopo una lunga giornata di lavoro, erano quotidianamente portati via navetta a Culver City.
  • Una volta partita la produzione, gli studi tennero ogni aspetto del set e delle riprese avvolti dal più totale segreto, in ogni modo. Gli artisti / interpreti furono il più possibile tenuti separati da coloro che non erano direttamente coinvolti nelle riprese, che durarono 9 settimane. L'ultima settimana di lavoro non era stata peraltro prevista dal programma, coincise con il primo dell'anno e fu dedicata alla sequenza del temporale.
  • Con molto del materiale ci furono inoltre problemi: per la scena del matrimonio, Basil Wrangell, responsabile del montaggio, riportò: "Sono state necessarie 15.000 ore per metterla insieme perché niente era in sincrono. C'era solo una traccia sonora grezza che era stata registrata. L'intero banchetto. Ed è stato necessario sincronizzare con il labiale tutte queste creature che cantavano…. Avevamo l'intero tavolo e lui (Browning) riprendeva dei gruppi ovunque tutto intorno al tavolo. Poi [l'immagine di] ognuno di loro doveva essere messa in sincro con le tracce già pre-registrate".
  • Al debutto al cinema, con tutta probabilità a Huntington Park, Inglewood, o a San Diego, la durata del film era di 90 minuti, mentre la versione poi diffusa fu accorciata a 60′, e subito dopo la prima proiezione Thalberg corse in studio chiedendo un lieto fine. Venne dunque aggiunto un epilogo, con protagonista Hans, che ormai molti anni dopo viveva in solitudine con la servitù grazie all'eredità che aveva ricevuto, mentre Freida confortava il suo cuore spezzato.
  • Il produttore, nei primi mesi del gennaio del 1932, tagliò parecchio girato, tra cui la scena forse più disturbante, ossia quella del declino finale di Ercole e Cleopatra, che appariva sullo schermo nei panni della scioccante "donna – gallina". La sequenza tagliata avrebbe mostrato il personaggio dimenarsi nel fango con un coltello nella schiena. Nei fotogrammi cancellati era contenuto però un ulteriore passaggio: il mastodontico performer veniva privato della propria "virilità" e la storia si chiudeva con lui che cantava in falsetto, forse una canzone d'amore per l'amata, mutilata.
  • Tale versione di Freaks circolò fino agli anni '60, quando la Warner Bros., che nel frattempo aveva acquistato la maggioranza della MGM, ristampò la pellicola dai materiali ritrovati negli archivi.
  • Il film, rivisto e tagliato, debuttò per la seconda volta il 10 febbraio al Fox Criterion a Los Angeles, ma fu un flop e fu tolto dopo due settimane dalle sale della Città degli angeli, così come da quelle di Chicago e New York.
  • Nello stesso momento, sebbene non compreso dal grande pubblico, il film lasciò una non trascurabile traccia, costruendosi una sua reputazione, riuscendo ad ottenere ottimi incassi in altre città come Cincinnati, Buffalo, Minneapolis, Boston, Cleveland, Houston, St. Paul e Omaha. Su larga scala, però, il film ebbe risultati disastrosi, nonostante l'ampia operazione di marketing che lo precedette.
  • L'ennesimo problema fu rappresentato dal caso di Atlanta, dove la Atlanta Board of Review proibì la proiezione nei cinema della metropoli poiché il giudice incaricato aveva ritenuto violasse le leggi cittadine.

CURIOSITA' DEL FILM NOSFERATU

  • Il celebre film muto del 1922 è stato fortemente ispirato da Dracula, romanzo gotico di Bram Stoker del 1897. F. W. Murnau, per evitare di essere citato in giudizio per aver troppo copiosamente attinto dall'originale senza averne il permesso dall'autore, ha variato il finale e il nome del tenebroso conte, quivi chiamato Orlok.
  • Il suddetto romanzo ha in realtà un precedente, peraltro di notevole successo al tempo, in Il vampiro di John Polidori, scritto risalente al 1819.
  • Vi sono prototipi decisamente anteriori, a partire dai cronisti medioevali Walter Map e Guglielmo di Newburgh, che già nel XII secolo parlavano di 'redivivi', o non morti, in una raccolta di racconti e leggende su tale argomento. Successivamente, nell'Istria del XVII secolo le cronache locali parlano dell'apparizione di un vampiro, Jure Grando, che terrorizzava gli abitanti del luogo. In periodo Illuminista poi, nonostante la propensione a un approccio razionale, si diffusero numerose storie di avvistamenti delle suddette creature mostruose; gli scienziati del tempo cercarono di smentire la superstizione spiegando gli eventi con sepolture premature e con l'idrofobia.
  • I primi due casi di vampirismo a essere ufficialmente verbalizzati furono registrati in Prussia, e videro coinvolti i due serbi Peter Plogojowitz e Arnold Paole: il primo (1721) si narrò che, dopo essere deceduto, andò dal figlio in cerca di cibo, che fu trovato morto il giorno successivo. Il secondo si credeva fosse la causa dei misteriosi decessi dei vicini, che si diceva fossero stati causati dall'ingente perdita di sangue.
  • Si creò una controversia nel secolo dei lumi tra coloro che credevano nell'esistenza dei vampiri e coloro che sostenevano fosse solo una leggenda. La disputa cessò solo quando l'Imperatrice Maria Teresa d'Austria inviò il proprio medico personale, Gerard van Swieten, a indagare di persona sui casi di vampirismo. Egli concluse che i 'nosferatu' non esistevano e l'Imperatrice promulgò una legge che proibiva l'apertura e la profanazione delle tombe e dei cadaveri, ponendo fine al dibattito, sebbene la credenza popolare non si esaurì.
  • Il nome Orlok in Nosferatu il vampiro sembrerebbe una rielaborazione foneticamente affine della parola romena Ordog, ovvero Diavolo, oppure dallo slovacco Vrolok, ossia vampiro o lupo mannaro.
  • Anche Nosferatu ha origini romene, nello specifico dal termine Nosferat, ossia non-spirato, a cui è stata aggiunta la 'u' in maniera discrezionale; il vocabolo è altresì relabile al greco Nosophoros, portatore di pestilenza, a cui si ricollega la didascalia presente nella pellicola "Fu Nosferatu che portò la peste nel 1838 a Brema", che ci fornisce anche indicazioni temporali.
  • Il vampirismo non viene percepito inizialmente come una vera e propria malattia. Una visione del tutto medica in chiave prettamente epidemiologica, è sviluppata invece nella serie TV The Strain da Guillermo del Toro e Chuck Hogan, dove ad alcune creature fantastiche si alterna una visione scientifica moderna. Anche in Daybreakers – L'ultimo vampiro dei fratelli Spierig e in Stake Land di Jim Mickle viene sottolineato il carattere virale del fenomeno.
  • Nella scena della locanda di Nosferatu il vampiro, il giovane Hutter, che si sta recando da Orlok per discutere del suo possibile acquisto di una proprietà immobiliare, casualmente trova un antico trattato sui vampiri, in cui scopre che il primo Nosferatu nacque nel 1445. Rappresenta un primo presagio del suo futuro nefasto incontro.
  • Il titolo del film in tedesco, Nosferatu, eine Symphonie des Grauens (letteralmente Nosferatu, una sinfonia dalle tenebre), è stato tradotto in modo vario nelle diverse lingue e nazioni in cui è stato distribuito. In Italia è comparso come Nosferatu il vampiro e tra i titoli alternativi ci sono anche Nosferatu the Vampire, Nosferatu, a Symphony of Horror e Nosferatu, a Symphony of Terror.
  • La creatura orrorifica è nata da una figura storica, Vlad III di Valacchia, membro della casata dei Drăculești, per cui il celebre appellativo Dracula è un patronimico. Tale termine potrebbe anche indicare la sua appartenenza alla Societas Draconis, ovvero dell'Ordine del Dragone.
  • In romeno, dracul sta a significare anche Diavolo, fornendo una connotazione precisa al condottiero, che assunse tre volte il titolo di voivoda (ossia principe), noto per la sua crudeltà, tanto da essere chiamato Vlad Țepeș, ossia l'impalatore, perché era avvezzo a impalare i nemici.
  • Il condottiero, considerato dai rumeni un eroe nazionale e un difensore della fede contro i turchi, ha nella maggior parte dei casi poco in comune con quello presente in romanzi e film. Non è mai stato identificato con l'impalatore (anche se nel romanzo di Bram Stoker la menzione delle battaglie combattute sulla sua terra, riferendole a un ipotetico antenato, rappresentano subito un punto di contatto).
  • La versione tedesca di Nosferatu il vampiro conteneva delle scene tagliate nelle versioni per il mercato internazionale: una era incentrata su un gruppo di giovani contadine che riempiono le strade del villaggio con loro risate mentre un prestigiatore abitante del villaggio faceva deporre alla sua gallina un flusso costante di uova, mentre una seconda riguardava la lunga cerimonia tenuta per una delle vittime della peste, forse il capitano della nave. Non v'è traccia di nessuna delle due sequenze nella sceneggiatura di Henrik Galeen, né nelle note al film di Murnau.
  • La versione francese del film, al contrario di quella germanica, corrisponde perfettamente allo script e non vi sono sequenze aggiunte o mancanti.

CURIOSITA' DEL FILM THE CONJURING

  • Il film è narrato dal punto di vista di Lorraine Warren (Farmiga), una chiaroveggente che può percepire cose che gli altri non possono vedere.
  • La Taylor nella parte finale del film ha un'ampia sequenza di stunt.
  • Il film è stato realizzato come potenziale franchise visto che gli Warren sono stati coinvolti in svariate indagini paranormali (tra queste anche una inerente il caso Amityville)
  • Potenziali sequel includono i Warren in trasferta all'estero poiché hanno indagato su casi nei paesi del blocco orientale, in Inghilterra e Irlanda.
  • L'antagonista principale del film è la strega Bathsheba (Betsabea), che ha maledetto chi ha cercato di prendere la sua terra quando lei si impiccò nel 1800.
  • Numerose delle morti che si sono verificate in quel territorio nel corso degli anni, sono presenti nel film.
  • La vera famiglia Perron ha visitato il set durante le riprese.
  • I Warren hanno conservato alcuni manufatti delle loro indagini in una stanza d'archivio, tra cui la bambola Annabelle.
  • L'evocazione ha più punti in comune con film horror classici che con cruenti slasher, ma è stato considerato così spaventoso da assegnargli comunque un divieto ai minori.
  • Wilson e la Farmiga per prepararsi alle riprese si sono recati in Connecticut per trascorrere del tempo con Lorraine Warren.