LA LEGGENDA DEL DEMONE TELIKO

La leggenda del Teliko viene tramandata dai Bambara, un popolo di etnia Mandé diffuso in gran parte dell'Africa occidentale, soprattutto nel Mali meridionale, ma anche in Ghana, Guinea, Burkina Faso e Senegal. Secondo le antiche credenze popolari, il Teliko è uno "spirito dell'aria notturna", un demone che durante il giorno si nasconde in luoghi freddi e oscuri: nelle cavità degli alberi, in profonde tane sotterranee o in anfratti così piccoli da sembrare troppo angusti perfino per un bambino. Con il calare del sole, però, emerge dal suo rifugio per iniziare la caccia. Le sue vittime preferite sono i bambini e i giovani, che attira silenziosamente nel cuore della notte. Si racconta che, molti secoli fa, un bambino si svegliò improvvisamente nella sua capanna e vide il Teliko immobile davanti a lui, intento a fissarlo con i suoi inquietanti occhi azzurri, limpidi come l'acqua. La sua pelle, invece, aveva un insolito colore paglierino, rendendolo ancora più terrificante. Secondo la leggenda, il Teliko uccide servendosi di una cerbottana con cui soffia il seme velenoso di una rarissima specie di passiflora dell'Africa occidentale. Una volta colpita, la vittima non muore subito: il veleno agisce lentamente, facendo impallidire la pelle fino a renderla dello stesso colore del demone. Solo allora il Teliko si avventa sulla sua preda, divorandola ancora viva. Ancora oggi questa antica leggenda viene raccontata per mettere in guardia i più piccoli dal lasciare la propria casa durante la notte, quando, secondo la tradizione, il Teliko vaga nell'oscurità in cerca della sua prossima vittima.
